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In ricordo di Livio Rosignano

Il Gazzettino

Celebre artista triestino scomparso nel 2015 a 91 anni

"Lampi d'amore e veli di malinconia"

(Poesie)

il volume sarà presentato dal

Poeta e Critico d'Arte Enzo Santese

presso la Galleria d'Arte di Via Boccardi 7/1

Martedi 18 aprile alle ore 17.30

LOCANDINA

 

 

In occasione verranno esposti

i

Disegni

di

Rosignano

 

Livio Rosignano, ultimo protagonista del 900 triestino

 Come tutti sanno, Livio Rosignano è un artista assai noto, apprezzato dalla critica ed amato dal pubblico, perché, coinvolto e radicato nella modernità, non ha mai rinunciato all'atto fisico del fare pittura anche nei momenti in cui era di moda il concettuale e l'oggettuale e non si è mai staccato da una figurazione riconoscibile (ancorché allusiva) persino quando era di scena l'astrazione aniconica, ma ha portato avanti un suo personale colloquio con l'immagine che ne ha fatto il cantore fervido ed appassionato di un particolare risvolto della temperie culturale e spirituale della nostra città. Negli ultimi trent' anni, applicandosi a tematiche di impegno sociale, di ambientazione poesistica ed urbana e di memorie personali e collettive, ha messo a punto, eprogressivamente affinato ed approfondito, una propria maniera pittorica che, utilizzando i modi operativi dell'impressionismo, era intesa come superamento della pura flagranza percettiva e si collocava tra la forza del sentire e il mistero del memorare nella plaga umbratile di una virile, lucida e commossa malinconia.

Caro Livio
Ti posso solo dire grazie per la tua pittura, per quei caffè e osterie nei quali mi sento di casa anch’io e che sono il nostro Teatro del Mondo, la sballottata ma accogliente arca di
Noè, che forse non ci salverà dal diluvio ma ci permette di amare i
compagni di viaggio, di fare qualche partita di cotecio e bere qualche buona bottiglia.

Sarei felice se un giorno si dicesse di un mio libro ciòxchexCarloxUlcigrai,xinxuna straordinaria pagina, ha detto del tuo quadro: “una semplice frase senza nulla di angoscioso: un messaggio lasciato là ai piedi del cavalletto, un torno subito indirizzato alla Parca”.
Claudio Magris