Non si fosse fatta sera, all'improvviso, lo scorso dicembre, per Libero Mazzi, queste righe le avrebbe firmate di certo lui. Il titolo era già trovato: Rosignano al femminile. Livio Rosignano si afferma in genere pittore con il "cappello di feltro"; non per allinearsi alla fama consacrata dai media di Josephe Beuys; ma perchè soggetto dei suoi quadri sono gruppi di amici, i loro ritratti; non è mancato di commentarsi con l'autoritratto ( e in questo caso il cappello è d'obbligo). Negli ultimi mesi si può dire abbia rovesciato lo specchio (lo specchio con la sua realtà virtuale appare motivo ricorrente di molti suoi quadri) per proporci la versione al femminile della sua pittura.
Sono nati così i ritratti di donne di Livio Rosignano. Di ognuna ha saputo raccontarci la vita, ne ha colto sensibilità, concentrazione spirituale, coraggio, intelligenza, brio (il mitoco morbin delle mule triestine) e infine i sogni più riposti dell'anima. Il risultato una straordinaria, non imitabile da alcuno, galleria di protagoniste.
Le misure dei quadri concordano ma a nessuno salterebbe in mente di parlare di opere nate in serie, pure se i formati coincidono. Come note musicali sul pentagramma se ne avverte, addirittura esaltata, la differenza. Si portano dietro caratteri differenti ed età: la ragazzina, la donna nel pieno fiorire, "angelica la bella" e la donna che sta raggiungendo la maturità.
Una delle note distinte della pittura di Rosignano si può individuare nel lirico elogio della solitudine. Queste donne però appaiono isolate per un mero fatto tecnico legato al linguaggio del ritratto, così come ci viene testimoniato da secoli e secoli di storia dell'arte.
Fate attenzione al loro atteggiamento, al volto, alle mani, alle gambe accavallate...Agli sfondi pittorici, dietro a una senti turbinare la bora. Appaiono in procinto di levarsi dalla sedia per raggiungere i loro cari o ad andare fare qualche cosa che le riporti in mezzo alla vita, lontano dallo studio del pittore, dove, del resto, hanno sostato poco (si sa quanto sia rapida la pittura di Rosignano: o va o non va). E riconosciamo l'imprenditrice, la donna medico, farmacista, quella attenta ai palpiti del cuore e quella al centro della famiglia e della casa.
A Francis Bacon, ritrattista (seguendo Velàsquez) di papa Innocenzo x, capitò di fare il ritratto di Wiston Churcil, statista, come tutti sanno, e pure autore di paesaggi. Ma Lady Clementina, la moglie, distrusse la tela non contenta dei risultati. Dipingere un'intera galleria di ritratti femminili, senza aggredire la grazia, deformare i lineamenti, né concedersi a romantiche piaggerie, poteva farlo e riuscirci solo un pittore autentico come Livio Rosignano.
L'approccio ai soggetti risulta immediato, fresco e felice, lineamenti, pelle, sete, panneggi, e aggiungono anime - speriamo nessuno protesti - nei ritratti, esposti a "Le Caveau", interpretano realtà, arte e femminilità come sicure reliquie di musicale bellezza.