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……Si tratta di un artista dotato d’una sicura sensibilità, che ama dipingere quei personaggi tristi e solitari che passano giornate intere seduti ai tavolini di quei silenziosi e spaziosi vecchi caffé che a Trieste sono ancora così tipici. Nei suoi quadri migliori però Rosignano  scavalca la pittura di cronaca: il suo quadro diventa l’immagine sottile d’un tempo tramontato , quasi  il segno tangibile della fine di un’epoca . I suoi caffé diventano rarefatti e spettrali , la pittura si fa suggestiva , il tono trova la giusta misura, sfuggendo al facile pittoricismo .

In questi ultimi tempi Rosignano ha fatto un buon passo in avanti, ha filtrato una serie di problemi formali, ed è passato da una pittura che aveva soltanto pregi di freschezza impressionistica , ad una pittura che sa cogliere il senso di una situazione per definirla poeticamente .

In questo senso mi pare che nella sua mostra ci fossero alcuni quadri decisivi.

Meglio quindi gli interni di caffé che i paesaggi. Puntando su questi quadri, egli può senz’altro proseguire il suo discorso, rendendolo più acuto e penetrante.

            Mario de Micheli

L'Unità - Roma, giugno 1964

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