Caro paesaggio mio,
ricordi quando principiai
a farti la corte ?
Con le braccia delle tue creature,
rabbrividiti arbusti,
urlavi aiuto; ed eri solo,
solo.
Quanto freddo intorno,
e il fiato mio bastava
per il cavo della mano appena.
Là in fondo, la città,
imbestialita di vento
e d’altro,
non conoscevo;
con te solamente parlavo.
|