E' tutto così confuso: chi era di qua oggi è di là, ma anche chi era di là, oggi può trovarsi di qua. Astratto, realista, di nuovo astratto, scultore per tre mesi, produttore di oggetti, neue Wilde e di nuovo realista, come il mercante gli chiedeva, per scombinare ancora i valori e confondersi tra i dilettanti. Poi ci sono alcuni, pochi, considerati ingenui dai mediocri. Rispettano Lutero il quale diceva:"sto qui non mi muovo", di solito non fanno molti soldi. La pittura è un arte che permette molti trucchi
e spesso sono i trucchi a pagare grossi dividendi.
Nella nostra vita abbiamo visto tanta gente che si buttava possibilmente in anticipo sull'ultima moda. Questa gente poi ha anche il coraggio di giustificare non con il pennello ma con la penna le ragioni del proprio saltabeccare. Livio Rosignano è sempre stato Livio Rosignano. Ci conosciamo da una quarantina di anni, ha avuto i suoi cicli: del Carso, del caffè, degli interni.
Quando gli è sembrato di essere un po' troppo lirico ha rafforzato i colori e, stufandosi di questi, ha alleggerito la tavolozza. Anche senza leggere la firma tuttavia non ci si può sbagliare. Il titolo di nobiltà è la fedeltà a sé stesso e alla sua arte.
Esisteva a Trieste un bar neutrale, bruttino, che si chiamava Moncenisio. I pittori erano i primi ad arrivare, poi seguivano gli attori del Piccolo al termine dello spettacolo, quindi si vedeva il vecchio Dino Dardi che veniva a salutare i "cocoli putei" e, intorno al tavolo principale, si raccoglievano avventori occasionali, contenti in fondo di poter partecipare, anche da una posizione marginale, alla vita della piccola bohème di Trieste. Io ho conosciuto solo questa fase di Rosignano, Dequel, Sormani,Coloni, Cerne, Mimmo lo Vecchio, Volontè, Savorani e altri di cui ho dimenticato il nome. Si parlava del mondo e dei dintorni e anche di pittura, poi il gruppo si spostava e il mattino arrivava presto. Quando si sono spostati in un altro luogo, io già facevo il commesso viaggiatore e li ho visti poco. Ogni tanto mi giungeva la notizia che qualcuno di loro si era trasferito a dipingere nei cieli. Ma quando incontro Livio mi sembra come se il tempo non fosse passato. Non è cambiato né lui né la dolcezza dei suoi occhi, né il suo modo di vedere i quadri, suoi e di altri. Si potrebbe dire meglio, ma non di meglio di un vecchio amico.